Il cavaliere fonda un ordine monastico di vergini

27 febbraio 2011

 

Un fotomontaggio comunista

Ci risiamo. Il Cavaliere è ancora sotto assedio dei mass media.

Adesso lo accusano perchè era amico di Gheddafi.

Addirittura i mezzi di comunicazione raccontano che ha accolto quel dittatore sanguinario e che spara sulla sua gente, con gli onori che si riservano a un grande leader mondiale.

Dicono che gli ha fatto mettere una tenda da beduino nel cuore di Roma e che lo ha osannato baciandogli la mano come fa un suddito al suo capo supremo.

Roba da matti quello che stanno dicendo del cavaliere.

Ma la cosa più incredibile è quello che i mezzi di comunicazione, che sono per la maggior parte di proprietà di noti avversari che odiano lui e la democrazia, stanno diffondendo sulla sua vita privata.

Dicono che abbia organizzato festini, scusate orge, con ragazze a pagamento. Dicono, addirittura, che alcune di queste erano minorenni.

Ma come si fa a dire tutto questo di un uomo che ha fatto della morale e della coerenza la sua bandiera e il suo motivo di vita?

Questi mezzi di comunicazione stanno scambiando quello che viene chiamato dallo stesso sig B “bunga bunga” con delle orge.

Infatti questo bunga bunga non è   altro che un rito iniziatico di ragazze giovani che promettono allo stesso B di rimanere vergini a vita.

Anche la chiesa si sta interessando a questo nuovo ordine monastico e sta iniziando, anche se in vita, una causa di beatificazione a B. per comportamenti morigerati e vita santa e dedicata agli altri, soprattutto se ricchi.

La stessa chiesa, modificando la sua dottrina e rileggendo con attenzione il messaggio del suo fondatore, non solo sta togliendo dal Vangelo tutte quelle frasi che fanno riferimento alla povertà e agli scandali nei confronti dei Fanciulli, ma sta pubblicando una versione aggiornata dei testi sacri nel quale si fa una distinzione tra la morale per i ricchi e quella per i meno abbienti.

Tutto naturalmente pagato dal beneffattore, sig. B., che ha fatto una grande elargizione anche per le scuole private della chiesa..

Comunque sembra che lo stesso B abbia avuto un messaggio dall’Alto, in cui il Supremo con tono serio gli ha detto: quando verrai da me ti farò vedere chi comanda veramente.

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Il silenzio della Chiesa, degli intellettuali e gli sciami delle sciantose

28 gennaio 2011

 

Édouard Manet - Chanteuse de café-concert

In troppi, di questi tempi, si chiedono il perché delle tiepide prese di posizione della Chiesa davanti alle sconcertanti vicende che riguardano i vertici del governo italiano. Per non parlare dell’asservimento di gran parte dei presunti intellettuali, dei loro silenzi, del loro giustificazionismo e del loro rimestare voluttuosamente nella melma in una specie di trash istituzionalizzato. Per cercare di capire – cose sostanzialmente ovvie da secoli – ricorriamo ad alcuni passi di Silone, tratti la La scuola dei dittatori del 1938: «I poeti i monsignori i generali le dame e i loro cavalieri verranno a voi dopo che avete conquistato il potere. Salvo eccezioni, essi vanno al successo come le mosche al miele, o, se preferite, come i topi al formaggio. Democratici sotto il governo democratico, essi sono naturalmente fascisti sotto una dittatura fascista, e comunisti sotto il segno della falce e martello. Potrebbe forse meravigliare l’atteggiamento dei preti, se già i pagani non ci avessero avvertito che la causa dei vincitori è sempre piaciuta agli dèi. La teologia cristiana l’ha più tardi intellettualmente suffragata spiegando che ogni autorità viene da Dio. E in quanto alle dame, si sa che la tenera Venere ha sempre subìto una particolare attrazione per Marte, dio della forza ». Inoltre, mi sia permesso di aggiungere, la Chiesa che riceve soldi pubblici per le scuole cattoliche private potrebbe rivolgersi contro i suoi benefattori? Non diceva forse quell’allegrone del Manzoni, riferendosi a Napoleone: “Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza: nui / chiniam la fronte al Massimo / Fattor, che volle in lui / del creator suo spirto / più vasta orma stampar”.  Una precisazione: quando il Manzoni parla di Massimo Fattore, non profetizza l’avvento di Massimo D’Alema, ma molto più modestamente si riferisce a Dio.


Vaticano su Berlusconi: la nostra missione è perdonare non condannare

18 gennaio 2011

 

Foto di Andreas Tille

Finalmente il Vaticano rompe il riserbo sulle presunte vicende scandalistiche che vedrebbero protagonista il Presidente del Consiglio italiano. La Santa Sede, forse addirittura il Pontefice stesso, starebbe preparando un intervento dai toni duri e decisi. Questa una parte del testo, così come è uscita dalle stanze vaticane: “Certamente la relazione con Dio è una cosa profondamente personale e la persona è un essere in relazione, e se la relazione fondamentale — la relazione con Dio — non è viva, non è vissuta, anche tutte le altre relazioni non possono trovare la loro forma giusta. Ma questo vale anche per la società, per l’umanità come tale. Anche qui, se Dio manca, se si prescinde da Dio, se Dio è assente, manca la bussola per mostrare l’insieme di tutte le relazioni per trovare la strada, l’orientamento dove andare. […] è necessario far penitenza, cioè riconoscere quanto è sbagliato nella nostra vita, aprirsi al perdono, prepararsi al perdono, lasciarsi trasformare. Il dolore della penitenza, cioè della purificazione, della trasformazione, questo dolore è grazia, perché è rinnovamento, è opera della misericordia divina”.

Nel momento della sofferenza, individuale o collettiva che sia, la Chiesa è vicino a chi soffre perché dalla sofferenza nasce l’espiazione del peccato. Il peccatore redento è la pecora smarrita che viene ritrovata, il figliol prodigo che fa ritorno alla casa.

Amen


Sbarco dei pastori a Civitavecchia: Eran trecento, eran giovani e forti…

30 dicembre 2010

Sventata dalle gloriose forze dell’ordine del governo Berlusconi la spedizione del Mps (Movimento pastori sardi) approdata sul continente con l’intenzione di rendere omaggio al Bambino Gesù del presepe vaticano e per chiedergli un aumento del prezzo del latte.

Il corteo che recava in dono caciotte, casu marzu, pane carasau e cannonau, aperto dai  mamuthones che avanzavano al ritmo degli assordanti canti dei Tenores di Bitti è stato intercettato dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa che hanno stroncato sul nascere il tentativo di questa nuova marcia su Roma. Vincendo il forte odore del casu marzu e i fiati che sapevano di abba ardente e cannonau, i nostri gloriosi militi hanno dialogato con i malintenzionati e convinti con buoni manganelli a desistere dal piano criminoso.

È ora che anche i pastori sardi capiscano che per le gloriose sorti italiche debbono fare sacrifici e smetterla di lamentarsi. Ma che pretendono? La crisi la dovrebbero pagare coloro che vivono nell’abbondanza? I sacrifici spettano a chi lavora, i privilegi a chi comanda: dura lex sed lex.

Il ministro Maroni ha intensificato il controllo delle coste perché sembra che il fido alleato Gheddafi abbia segnalato un gommone con tre strani extracomunitari e tre cammelli. Lo sbarco sarebbe previsto per il 6 gennaio. Il Vaticano esprime preoccupazione per il ritardo dei re magi.