Dalla preghiera del balilla alla Preghiera della Libertà?

 

Autore: Lucarelli

Periodicamente gli intellettuali del Pdl (Gabriella Carlucci, in questo caso) tornano a proporre una censura sui libri di storia e sui libri scolastici in generale e questa volta lo fanno con un progetto di legge atto a istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta “sull’imparzialità dei libri di testo scolastici”.  Il Pdl ritiene che alcuni libri di storia osano “gettare fango su Berlusconi”. Onestamente ritengo che Berlusconi non abbia bisogno dell’aiuto dei libri storia in quanto riesce benissimo a gettarselo addosso da solo (baciamani, frequentazioni e amicizie discutibili, processi, leggi ad personam, ecc). Ma questo è solo un inciso. A supportare l’on. Carlucci arriva la ministra Gelmini:
“Quello dei libri di testo è un tema che ricorre spesso, io penso che, in generale, nei libri di testo non debba entrare la politica ma una visione oggettiva dei fatti e soprattutto degli eventi storici. Credo che si dovrebbero evitare letture interessate di parte e cercare di consentire ai ragazzi di esercitare la propria formazione su libri di testo che siano indipendenti e rispettosi della veridicità storica degli accadimenti”.

Non volendo la ministra ha toccato un tasto importante, quello della “veridicità degli accadimenti” e della “visione oggettiva dei fatti e degli eventi storici”. Chi è, storicamente depositario di questa visione oggettiva e di questa veridicità? Una Commissione d’inchiesta parlamentare con magari qualche nuovo arrivato da sistemare in grado di rivitalizzare il programma sansepolcrista? E cosa si dovrebbe scrivere di questi giorni? Che Sua Altezza, il sommo Cavaliere senza macchia, il Solutore di conflitti internazionali, l’Unto del Signore, il Verbo dei versi bondiani, ha salvato i rapporti con l’Egitto mettendo in sicurezza la nipote di Mubarak? Che non ha baciato la mano di Gheddafi ma che si era semplicemente chinato per raccogliere l’accordo appena firmato per la grandezza dell’Italia?

Nota ancora la ministra che “Addirittura in alcuni libri anche tutto il Risorgimento è trattato per sommi capi”. Credo che sappia benissimo come i suoi alleati verdecamiciati considerino il Risorgimento e quale rispetto portino ai simboli del Paese, tricolore in testa?

Non voglio entrare nel merito delle garanzie costituzionali sulla libertà d’insegnamento e sulla libertà degli editori di pubblicare libri di testo non allineati con le posizioni del governo. Sono cose che ogni persona che si affaccia al mondo della politica dovrebbe ben sapere.

Non vorrei che a qualcuno venisse in mente di adattare la Preghiera del balilla in Preghiera della Libertà, cambiando un po’ il testo originale: Io credo nel sommo Cavaliere, creatore della Libertà, e in Gesù Cristo, suo fratello minore. Il nostro Salvatore fu concepito da buona famiglia padana. Fu prode soldato (l’ha fatto il militare?), ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì lo Stato. Salì all’alto ufficio. Siede alla destra del nostro Sovrano. Di là ha da venire a giudicare il bolscevismo. Credo nelle savie leggi. La comunione dei cittadini. La remissione delle pene. La resurrezione dell’Italia, la forza eterna, così sia.”

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