Non diamo tempo a Berlusconi di raddoppiare la paghetta

9 novembre 2011

 I mercati ci stanno affossando. Non abbiamo più tempo a disposizione per dimostrare che siamo affidabili come paese. 

Fin quando ci sarà Berlusconi e i suoi devoti,  nessuno in Europa e nel mondo si fiderà di noi. 

Saranno inutili manovre, sacrifici, artifizi, magie e altro perché il problema principale è di fiducia e di affidabilità di questa classe politica al governo e purtroppo all’opposizione. 

Ieri sera a sentire i commenti sulle reti televisive da parte dei vari commentatori mandati dai partiti veniva veramente la nausea. Questi parlavano in politichese di lotte politiche, di partiti che si sfasciavano o si ricomponevano, ma non di cose concrete e importanti per il paese. 

Abbiamo una classe politica inaffidabile e che ha perso i contatti con la realtà.   

Ma occorre fare presto e bene. 

Prima di tutto occorre che Berlusconi e i suoi alzino i tacchi e vengano pensionati. 

Come non avere il sospetto che B. cerchi di prendere tempo per ripresentarsi con i numeri per governare?

Farà quello che sempre ha fatto. 

Riaprirà il portafoglio, raddoppierà la paghetta e coopterà altri “irresponsabili” per governare di nuovo. 

Se si verificasse, sarebbe la fine del nostro paese. Saremmo ridotti alla fame! 

 Occorre non dargli tempo per il bene dell’Italia.

 I mercati hanno un unico linguaggio cioè quello di mandarci a fondo se  non hanno fiducia di noi.

Da subito occorre fare quelle riforme importanti e strutturali prelevando i soldi da chi ce l’ha o l’ha portati all’estero. 

 Occorre onorare gli impegni presi, magari rivederne alcuni  con i nostri partner europei, ma mettere le mani nelle tasche di chi può e non ha mai pagato.

Per questo da subito, da lunedì o martedì occorre che il Presidente della Repubblica chiami una figura che sia in grado di parlare ai mercati e che dia fiducia e affidabilità  e che tutti diano l’apporto necessario per salvare questa barca che sta affondando.

Dopo parleremo di mercato e di prospettive. 

Chi ci ripagherà per la vergogna e per l’umiliazione che come paese dobbiamo subire a causa di questo illusionista?

 

 

 

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La televisione secondo Berlusconi

25 gennaio 2011

Se non sapessimo che la telefonata del premier è stata fatta a Gad Lerner, durante la puntata del 24 gennaio 2011 de L’infedele (una delle poche trasmissioni che giustificano il pagamento del canone, pardon, non è prodotta dalla Rai), l’intervento telefonico del Presidente del Consiglio potrebbe essere una mirabile sintesi dei palinsesti televisivi italiani. Quante volte abbiamo pensato, con Berlusconi, vedendo programmi sulle reti pubbliche e private, questa è “una trasmissione disgustosa”, e quante altre abbiamo ritenuto una “conduzione spregevole, turpe, ripugnante”? E quante “cosiddette signore” ci hanno fatto rabbrividire? Non abbiamo mai definito, certe trasmissioni di cosiddetto intrattenimento, “incredibili postriboli televisivi”? Quindi, decontestualizzando l’intervento, possiamo essere grati a Berlusconi per aver fornito un esemplare ritratto di quel mondo televisivo a lui tanto ostile, frutto probabilmente di una strategia planetaria dei comunisti, di post-comunisti e dei linotipisti.


Berlusconi non si dimette, abdica

24 gennaio 2011

 

Foto di Basilicofresco

Ormai è ufficiale, il Cavaliere di Arcore, il miliardario ridens, Al Tappone, l’uomo verticalmente svantaggiato, il satiro, il satrapo non rassegnerà le sue dimissioni. Nessun governo di transizione ha il suo avallo, nessuna coalizione nazionale lo soddisfa. Niente dimissioni dunque, ma sta seriamente pensando ad abdicare a favore della figlia Marina (l’unica della famiglia che sembra aver ereditato dal padre, oltre alle aziende, il fair play necessario per ricoprire questa carica così importante. Le prime uscite di Marina fanno ben sperare. Rivolgendosi a Saviano ha infatti detto: “Mi fa letteralmente orrore che una persona come Roberto Saviano, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi” (Il Giornale, 23-01-2011) questo perché Saviano ha dedicato la propria laurea honoris causa in Legge a: “Boccassini, Sangermano e Forno che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro mestiere di giustizia”.  Un esordio coi fiocchi da meritargli la successione al trono: la Marina italiana!

Salutiamo questo vero rinnovamento per il paese, auspicandoci che anche gli altri seguano l’esempio: largo ai giovani! Che arrivino in posti chiave del paese il Trota, al posto di tanto genitore, i pargoli di La Russa, di Cicchitto, di Bondi e che l’opposizione la facciano i figli di D’Alema, di Bersani e Di Pietro. Davanti al nuovo che avanza non possiamo che dire, rubando l’espressione ai cugini d’oltralpe, chapeau!


Legittimamente impedito

12 gennaio 2011

Si può chiedere ad un uomo che si avvia ai ¾ di secolo, minato nel morale, più volte irriso per essere verticalmente svantaggiato e diversamente capelluto, sottoposto a ripetute operazioni plastiche per correggere gli errori della natura, vittima mediatica dei comunisti che si annidano in ogni televisione, vittima di nipotine di leader internazionali che escorteggiano nelle sue residenze private per danneggiarne l’immagine, vittima delle estenuanti libagioni a base di vodka nelle dacie dei premier russi e filorussi, vittima dei versi dei suoi cantanti e poeti di corte, vittima di una lacerante separazione coniugale che lo ha costretto ad una solitudine monastica, vittima del tradimento di una sua creatura, vittima di un sistema politico che non vuol accettare uno che si è fatto solo, dicevo, si può chiedere ad un uomo così ridotto di sostenere anche un processo che comunque vada decadrà per prescrizione? Quest’uomo è legittimamente impedito, nonostante l’indiscussa stima che sempre ha mostrato per la magistratura e per le leggi dello stato, non ce la fa proprio. Lasciamo questo vegliardo al meritato riposo e smettiamola di tormentarlo con processi, delegittimazioni, insinuazioni e pettegolezzi. Se ha bisogno di badanti non c’è mica bisogno di insultarle chiamandole escort? Lasciamolo alla sua solitudine, alle sue manie, ai suoi partiti dai nomi strambi. Vuole chiamare il partito Italia? Ok, regali Antigua alle opposizioni e troverà nuovi alleati. Vuole costruire ponti sugli stretti? Diamogli la scatola dei Lego. Del resto anche il Garibaldi senile aveva le sue manie: ricordate? Voleva deviare fiumi…

Chiudiamo riportando i versi che il sommo Sandro Bondi ha inferto a siffatto uomo: “A Silvio – Vita assaporata. / Vita preceduta. / Vita inseguita. / Vita amata. / Vita vitale. / Vita ritrovata. / Vita splendente. / Vita disvelata. / Vita nova” e alla di lui madre “A Rosa Bossi in Berlusconi – Mani dello spirito. / Anima trasfusa. / Abbraccio d’amore / Madre di Dio”.


Il federalismo solidale di Borghezio

10 gennaio 2011

Il paese, in questo momento di lacerazione politica e istituzionale, in questa fase di crisi profonda e di impoverimento collettivo, ha bisogno di uomini che abbiano le idee chiare e propongano un federalismo che abbia come comune denominatore la solidarietà e la fratellanza. Serve in questo momento un illuminante intervista a Mario Borghezio, esponente di spicco della Lega Nord e pensatore dal linguaggio aulico e raffinato, simbolo della moderazione e dell’unità del paese. Come non dar credito a Silvio Berlusconi quando afferma: “Sarà un federalismo solidale”? Ecco come Mario Borghezio cerca di stemperare i toni parlando dell’Abruzzo: «Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. C’è bisogno di uno scatto di dignità degli abruzzesi. È sano realismo padano» e, con un tocco da raffinato storico: «Lamentele e sceneggiate dai parte dei terremotati, come in Irpinia» (Corriere della Sera, 10-01-2011). Ancora un erudito riferimento storico: «La Padania è una realtà politica, culturale ed economica ben nota in tutto il mondo, anche se la classe politica stracciona del Mezzogiorno finge di non saperlo, mentre per noi il Meridione esiste solo come palla al piede, che ci portiamo dolorosamente appresso da 150 anni». (citato ne La Padania, 21 marzo 2000) Nella solidarietà c’è sempre una soluzione ai problemi più pressanti nell’illuminato pensiero di Borghezio: «Per sradicare la criminalità a Napoli ci vorrebbe un generale come Massu». [il comandante delle forze francesi in Algeria che nel 1957 aveva avuto istruzioni di utilizzare qualsiasi mezzo, lecito e non, per riportare l’ordine] (trasmissione televisiva ‘Omnibus’ – LA7, 14 novembre 2006) Borghezio, come vediamo, non risparmia suggerimenti per risolvere l’annosa questione dei rifiuti napoletani, un esempio vivente della solidarietà federale e della fratellanza italica: «Vogliono mettere il becco persino nei rifiuti di Napoli. È pur vero, che una soluzione semplice, per noi patrioti padani ci sarebbe… Basterebbe regalare la Campania e il Sud alla corona di Spagna : erano già Regno delle Due Sicilie, se lo tengano pure! Noi non siamo affezionati alla munnezza di Napoli! Non siamo affezionati alla monnezza di Napoli! Se la prenda pure qualcun altro! Noi manco per il Cazzo!» [In riferimento ai “Romani” e al trattato di Lisbona sui rifiuti tossici del Nord Italia] (Manifestazione della Lega Nord a Pontida, 1 giugno 2008, Rai3 “Blob”) [Nella foto, un gesto di distensione]


Il PD: siamo geneticamente diversi e non possiamo essere indagati

4 gennaio 2011

Sul sito del Fatto quotidiano leggiamo: Finocchiaro, indagine a Catania sull’appalto al marito.

Diciamo noi indignati: Come si permettono questi giornalisti di insinuare dei dubbi sulla correttezza morale di un signore che non sia del PDL e che non appartiene all’entourage del sig. Berlusconi?

Nessuno si deve permettere di parlare, anzi di sparlare di uno del PD.

Questi vengono da un partito, PCI, che da sempre ha fatto della questione morale una bandiera.

Il Fatto Quotidiano, ma anche la magistratura, non si dovrebbe permettere di adombrare alcuna questione morale se non si parla di Berlusconi. Solo di Berlusconi si può e si deve parlare di scandali.

Un’indagine non solo non dovrebbe essere aperta nei confronti di uno di centro sinistra, ma nemmeno ipotizzata.

Non tutti capiscono che la nostra Senatrice, qualora si ventilasse appena l’ipotesi di qualche azione di dubbia moralità, non esiterebbe a presentare le dimissioni sia dagli organi dirigenti del Partito Democratico sia come Senatrice per dimostrare la sua superiorità morale e quella del centro sinistra.

Come si fa a pensare che il marito della senatrice ha ottenuto quell’appalto solo perché era marito della senatrice e non per propri meriti  e che la gara d’appalto non era necessaria perché si trattava di “opere dell’ingegno”?

L’appoggio del PD alla lista Lombardo che c’entra con l’appalto vinto?

Noi sappiamo che in tutte le amministrazioni pubbliche, anche locali, non esiste una questione morale dei  Piedini in quanto questi sono diversi sia politicamente sia, soprattutto, geneticamente.

A riprova di ciò auspichiamo che si dica, sia da esponenti di centro sinistra ma anche di centro destra, che, fino a prova contraria, “siamo solo all’inizio dell’indagine, che non ci sono prove, che ci sono tre gradi di giudizio, che esprimiamo solidarietà alla senatrice  per la grave aggressione”. Sono frasi che aiutano a distendere il clima tra centro sinistra, centro destra, destra-sinistra e centro-sinistra di destra che guarda avanti.

È ora di dirlo: non è la politica e la classe politica che vanno cambiate (abbiamo i migliori politici del mondo), è il popolo italiano che deve cambiare ed adeguarsi a siffatti giganti del pensiero e dell’azione politica.


Bossi ha deciso: tutti in camicia rossa!

4 gennaio 2011

Con il Natale anche la Lega cambia pelle, anzi vestito. Ha deciso di festeggiare l’unità d’Italia e lo vuole fare alla grande.

Il Bossi ha inviato a tutti i dirigenti, militari e simpatizzanti un cofanetto con dentro un’ampolla con l’acqua del dio Po,  la sua foto con la camicia rossa e un foglio sul quale non c’era scritto niente.

Il messaggio, che doveva essere scritto dal suo successore, era in bianco perché il Trota non ha capito quale fosse il lato da scrivere.

Ma il messaggio che il Bossi voleva mandare era  il seguente:  basta con il colore verde ora bisogna passare al rosso e tutti devono indossare la camicia rossa, brache verdi e pedalini bianchi, corti.

Così, ha pensato il Bossi ispirato dal B., inteso come bixiano, Calderoli, festeggiamo i 150 anni della repubblica, ci appropriamo del rosso che Bersani non sa che farci e prendiamo voti necessari per stare contemporaneamente al governo e all’opposizione.

Con una barchetta, anch’essa rossa, salpiamo dal Monviso, solchiamo la Padania, approdiamo sull’Adriatico, costeggiamo tutta l’Italia ma dall’altra parte del Mediterraneo, tocchiamo la Puglia e arriviamo in Sicilia.

Così, in un paese della Calabria,  il Senatur, che nel frattempo si sarà fatto crescere la barba, incontrerà Berlusconi 1° che  è passato direttamente da presidente della repubblica a  re (invece della corona circolare avrà in testa una grande antenna).

Ma il colpo di scena sarà che il senatur invece di dire umbedisco (dal verbo Umberto) farà una pernacchia al re e a tutta l’Italia che nel frattempo è riuscito a sfasciare con il cosi detto federalismo e con il consenso di tutti, maggioranza e opposizione.