La favola di Patata e del Celtico

26 ottobre 2011

 

C’era una volta un uomo molto ma molto ricco che giocava a dire le bugie e a rubamazzo, che si chiamava Patata.

Era talmente abile a dire fandonie che i suoi cortigiani credevano acriticamente a tutto quello che fabulava.

Viveva, nello stesso periodo, anche un altro strano personaggio che si credeva un celtico e faceva anche credere ai suoi adulatori che i fiumi erano degli dei e  venne soprannominato Celto.

I due per uno strano destino, anche per volontà del dio PO, si incontrarono e iniziarono a vagheggiare strane fantasie come quelle di distruggere il proprio paese che si chiamava, ci sembra, Italia e a togliere ai poveri per dare ai ricchi, cioè a loro stessi e ai propri cortigiani.

 La cosa strana è che giocavano ad accendere fuochi   nei boschi usando strani vestiti e cappelli con le corna e tutti i cortigiani li adoravano come degli dei.

 Nessuno si oppose  anche quelli organizzati e che potevano e che avrebbero dovuto fermarli.

Infatti questi sapevano solo dire” smettete di giocare” o “vogliamo giocare anche noi”.

 Passò tanto tempo e tutti quelli che non giocavano e non erano organizzati, ed erano la maggior parte, vennero rapinati e si impoverirono.

Alla fine come nella favola che diventa incubo, quel paese di nome Italia si incendiò e venne distrutto.

 Il fuoco distrusse tutto quello che trovò e divenne talmente grande l’incendio che distrusse un insieme di paesi che si chiamava Europa.

 I cortigiani ringraziarono i due eroi.

Quelli che avrebbero dovuto fermare i due, si dice che si presero per mano e continuarono a dire “smettete di giocare” o “vogliamo giocare anche noi”,senza fare nulla per bloccare l’incendio.


Libia? Giappone? Crisi economica? Disoccupazione e povertà? Trovata la ricetta. Modifichiamo la legge Bassanini, nominiamo sottosegretari tutti i responsabili (bella questa battuta) e si risolverà tutto.

24 marzo 2011

C’è la guerra in Libia (ma noi la chiamiamo “missione di pace” o “umanitaria”), c’è in corso il disastro nucleare in Giappone (ma noi lo chiamiamo “onda emotiva”), c’è in corso una crisi economica dall’impatto devastante (ma noi la chiamiamo “lenta ripresa”), ci sono milioni di disoccupati sull’orlo della disperazione (ma noi li chiamiamo “liberi sul mercato del lavoro”), ci sono milioni di italiani che hanno un reddito inferiore a 300 euro al mese (ma noi li chiamiamo “ricchi dentro” o “diversamente ricchi”) ma cosa vanno a pensare i nostri governanti? A stravolgere la giustizia, a sistemare i nuovi arrivati in maggioranza in ministeri e sottosegretariati col candore di chi è conscio di farcela sempre e comunque, perché il popolo dorme e produce in sogno e si lascia cullare dalle favole delle tivù del padrone. Umberto Eco, nel suo Baudolino, parlava di miele verde che illudeva gli uomini in catene di essere liberi e felici. Il miele verde viene oggi dall’etere, dalla spoliazione quotidiana della realtà, dalla solitudine esistenziale provocata dall’abbaglio virtuale.

L’antivigilia dello scorso Natale, col tono ecumenico di chi ha a cuore le sorti del paese, vantando una responsabilità da missione divina, l’omino di Arcore diceva: «Non abbiamo nemmeno promesso cariche di governo. Si sono liberati posti in seguito all’uscita di Fli, ci sono 12-13 posti da assegnare ma nemmeno uno di questi posti verrà assegnato a coloro che per convinzione hanno dato supporto alla maggioranza in sostituzione di altri». Una dichiarazione impegnativa e solenne. Poi viene fatto ministro Romano e solo grazie alla freddezza del Colle si sono evitate infornate di sottosegretari responsabili (e poi l’Italia non sarebbe il paese delle freddure?), ma per aggirare l’ostacolo frapposto da Napolitano ecco che spunta un disegno di legge per modificare la legge Bassanini, per aumentare il numero di ministri e sottosegretari. Non aspettava di meglio l’Italia in questa situazione. Una bella infornata di sottosegretari dalla limpida e coerente militanza politica, nient’affatto attratti dal potere ma che accettano per il bene nostro e di tutta la santa chiesa. Amen.


Il Governo di Nottambuli e di coloro che con la bandiera ci si…… tolgono il futuro ai giovani e al paese. Basta con le energie alternative disse uno che sogna di diventare imperatore

5 marzo 2011

 

Autore Ballonboy101

Finalmente il governo ha trovato la soluzione per la disoccupazione e per facilitare il fallimento di un comparto trainante. In un periodo di crisi economica e, diciamola pure sistemica, si erano concentrate energie, intelligenze e investimenti nelle energie alternative dal fotovoltaico all’eolico. La comunità europea aveva individuato degli obiettivi e ogni singolo paese, per quota parte, doveva contribuire al raggiungimento dell’obiettivo generale. La Germania, per esempio, ha indirizzato i propri sforzi in questo settore delle energie alternative creando occupazione, ricerca e, soprattutto, limitando il proprio fabbisogno energetico dall’esterno. E l’Italia? Niente paura. Qui sebbene il nostro illuminato sig B e i suoi , scusate, sue cortigiane, possa contare in amici di tutto rispetto come Russia e Libia che forniscono gas, ha dovuto emettere leggi incentivanti per lo sviluppo di energie alternative. Tutto sembrava filare liscio. Si sono create posti lavoro (si parla di 200.000) in un momento drammatico per l’occupazione, si è messa in moto la ricerca e il genio italico per la creazione di soluzioni innovativi e si è creato quello che il governo non si aspettava: sviluppo del settore delle energie alternative. Ecco allora la geniale risposta del governo. Togliamo ai giovani anche quel poco che si era dato dopo aver tolto i finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, alle aziende produttrici di pannelli e componenti la possibilità di competere e vendere, alle aziende installatrici la possibilità di fare il loro mestiere ecc e facciamo un decreto legge che blocchi anche quel poco di speranza e di ricchezza prodotta. Anzi, per dimostrare di essere cinici fino in fondo e per chi non vuole veramente credere che i nostri hanno una faccia veramente feroce, si è cercato con un decreto legislativo, di dare un segnale ai mercati e agli investitori dicendo che fra due mesi si saprà quali sono le tariffe incentivanti, cioè quanto verrà percepito da chi investe, e dall’altro, per fugare ogni dubbio che si faceva sul serio per demolire il settore del rinnovabile, in un settore a caso per es settore dell’eolico, si taglia del 22% quanto già assegnato come contributo per lo sviluppo delle energie alternative. Inoltre per costruire impianti su terreno si dovrà avere solo il 10% della superficie adibita ad impianto ed essere agricoltori. Così, ha pensato il governo e i suoi illuminati ministri, voglio vedere qual è quel contadino che ha dai dieci ai trenta ettari di terreno e vorrà investire fino a tre milioni di euro per costruire un impianto fotovoltaico con l’incertezza delle tariffe. Perfetto. Nessuno lo farà. Ragionamento perfetto. Non si è tralasciato nulla. Il colpo è riuscito. Nessuno proverà a sviluppare impianti per le energie alternative. Si costruiranno centrali nucleari di terza generazione, cioè con tecnologia che nessuno in Europa e nel mondo ormai costruisce ma che qualche giullare nottambulo vorrà acquistare non certo gratuitamente. Si continuerà a consumare gas da quell’affidabilissimo sig russo, amico di B. e compagno di tante notti insonni. Ora se non l’avete capito quel poco di ricerca morirà e con lei le aziende del settore e l’intero comparto. E gli italiani? Ormai le peggio nefandezze come queste vengono sbandierate, attraverso le bocche di fuoco delle televisioni a reti unificate e portavoci del padrone B, come rilancio delle energie alternative. E la lega? Ma che gli importa delle scorie radiattive e del futuro? Tanto per le scorie radioattive ci saranno i paesi africani che diventeranno pattumiere. Inoltre ci siamo dimenticati che occorre trovare i soldi per le quote latte cioè per quei signori (pochissimi) che dovranno pagare le multe alla comunità europea perché hanno fatto i furbi? I soldi risparmiati per il futuro e i giovani verranno dati a questi furbi priviligiati. Presidente, ci raccomandiamo, non firmare il decreto fatto da questi personaggi che dicono di non festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia e che con la bandiera si…..Per il rispetto che abbiamo di questo paese e delle sue istituzioni non riportiamo quello che hanno detto questi ministri del governo del sig B. Ti chiediamo di non essere garante del futuro del paese e delle nuove generazioni.


Il Pd salverà Berlusconi

16 gennaio 2011

 

Un couple de Grenouilles des bois s'accouplant (les animaux ont été retirés de l'eau). Saint-Camille, Québec, Canada. Autore: Cephas

Nei momenti neri Berlusconi ha, fortunatamente, sempre qualcuno che è disposto a dargli una mano senza, apparentemente, chiedere o pretendere nulla in cambio. Finora il cavaliere dalla sinistra figura ha potuto contare sulla non belligeranza del Pd, sulla straordinaria capacità di divisione della molecola Pd, capace di superare anche la scissione dell’atomo; in passato, magari con altri nomi ed altri baffi, il cavaliere ha sempre trovato nel cachemire della ohhh-posizione una spalla su cui piangere e uno straordinario appoggio al suo disegno politico. Anche ora la calamita dell’uomo di Arcore attira a sé rottami e rottamatori, innovatori e conservatori, maanchisti e oppositori di maggioranza. Finora è mancato il coraggio di stringere una palese alleanza che possa liberare il Pd dai rimasugli operaistici e dai cascami del post-comunismo, ma la tacita alleanza a sostegno di Marchionne ha finito per rimuovere queste remore e non è detto che non si possa a breve parlare di un governo Pdl-Pd, magari con la Lega a fare da collante garante, con presidente del consiglio un uomo terzo come Tremonti. Sarebbe un governo di solidarietà arcoriana per risolvere alcuni problemi che affliggono gli italiani come il legittimo impedimento, l’impunità per i vertici politici del paese, un piano per riportare il nucleare in Italia con soddisfazione di tutti, una legge che permetta, in nome della crisi, di limitare alcuni diritti dei lavoratori come lo sciopero e la contrattazione nazionale. Un governo a termine che preveda anche un accordo per insediare al Quirinale il miliardario ridens e stabilisca nuove regole elettorali capaci di annientare coloro che si oppongono al bipartitismo più lega. Chi starà studiando questa soluzione oggi?


Esonerato Berlusconi: Governo affidato a Mourinho?

13 dicembre 2010

I risultati pessimi di queste due ultime stagioni, dopo aver fatto seriamente vacillare la panchina di Mister B. per mesi, hanno ora portato all’esonero del plurimiliardario ridens. I difetti nell’impostazione della squadra (una difesa, guidata da La Russa, mai stata granitica, un tridente d’attacco senza peso – Tremonti, Brunetta e Calderoli –, la regia tutt’altro che ordinata di Bossi, un fantasista discontinuo e deludente come Bondi, un centrocampo ballerino – Carfagna, Gelmini, Brambilla, che ben presto ha mostrato i limiti, due esterni – Scajola e Frattini – che non hanno mai saputo coprire le fasce né allargare il gioco) possono essere imputati ad una campagna acquisti onerosa ma che non ha saputo proporre che ricambi convincenti sul piano del gioco. Basta pensare alla fugace apparizione di Brancher che avrebbe dovuto, nelle intenzioni di Mister B., fungere da collegamento tra i reparti ma che si è inabissato prima ancora dell’inizio del campionato. Né può Mister B. lamentarsi degli infortuni in corsa, vedasi Scajola, avendo personalmente curato la preparazione-.

Per sostituire Mister B. si fanno molti nomi. Si parla di Fini, di Casini, di Monti ma fonti attendibili annunciano un vero coupe de théâtre: Napolitano avrebbe contattato Mourinho e il portoghese si sarebbe detto disponibile.