Il testo ufficiale dell’ultimatum dell’Italia alla Libia (iniziate le manifestazioni per ricordare i cento anni dall’occupazione della Libia)

Sono iniziate le manifestazioni per ricordare i cento anni dalla occupazione  della Libia ?

Il Ministro degli Affari Esteri, onorevole marchese Di San Giuliano, nella, nota dal 26 al 27 del corrente mese, ha diretto al commendatore De Martino, Ministro plenipotenziario e reggente l’ambasciata Italiana a Costantinopoli, il seguente telegramma, di cui ha anche data comunicazione all’incaricato d’affari ottomano in Roma:

« Prego Vostra Signoria di presentare alla Sublime Porta la nota seguente;

Durante una lunga serie d’anni il Governo Italiano non ha mai cessato di far constatare alla Sublime Porta la necessità assoluta che giunga a fine lo stato di disordine e di abbandono in cui la Tripolitania e la Cirenaica sono lasciate dalla Turchia, e che queste regioni siano ammesse a godere del medesimi progressi compiuti in altre parti dell’Africa settentrionale. Questa trasformazione, imposta dalle esigenze generali della civiltà, costituisce per l’Italia un interesse vitale di primissimo ordine a cagione della vicinanza di quelle regioni alle coste italiane. Malgrado la condotta tenuta dal Governo Italiano che ha sempre lealmente accordato il suo appoggio al Governo Imperiale ottomano in diverse questioni politiche anche in questi ultimi tempi; malgrado la moderazione e la pazienza di cui il Governo italiano ha dato prova finora, non solamente le sue intenzioni relative alla Tripolitania sono state disconosciute dal Governo imperlale, ma, ciò che è peggio, ogni iniziativa da parte degli italiani in quelle regioni ha sempre incontrato la più ostinata ed ingiustificata opposizione sistematica. Il Governo Imperiale, che aveva cosi dimostrato finora la sua costante .ostilità contro ogni legittima attività Italiana in Tripolitania e Cirenaica, ha recentemente, con un passo dell’ultima ora, proposto al regio Governo di addivenire ad una Intesa dichiarandosi disposto ad accordare qualunque concessione economica compatibile coi trattati in vigore e colla dignità e cogli interessi superiori della Turchia.

Ma il Governo italiano non si crede ora mai più in grado di entrare in simili trattative di cui l’esperienza del passato ha dimostrato l’inutilità, e che, invece di costituire una garanzia per l’avvenire, non potrebbero che determinare una causa permanente di attriti e di conflitti.

D’altra parte, le informazioni che il Governo Reale riceve dai suoi agenti consolari in Tripolitania  Cirenaica rappresentano la situazione colà coma estremamente pericolosa a causa dell’agitazione che vi regna contro gli Italiani e che è provocata, nel modo più evidente, da ufficiali e da altri organi dell’Autorità. Questa agitazione costituisce un pericolo imminente non solamente per gli Italiani, ma anche per gli stranieri di ogni nazionalità che, giustamente commossi e preoccupati per la loro sicurezza, hanno cominciato ad imbarcarsi lasciando senza indugio la Tripolitania.

L’arrivo a Tripoli di trasporti militari Ottomani, del cui invio il Governo Reale non aveva mancato di fare osservare anticipatamente al Governo ottomano le serie conseguenze, non potrà che aggravare la situazione e impone al Governo Reale l’obbligo stretto e assoluto di provvedere ai pericoli che ne risultano.

Il Governo italiano, vedendosi in tal modo ormai forzato a pensare alla tutela della sua dignità e dei suoi interessi, ha deciso di procedere all’occupazione militare della Tripolitania e della Cirenaica. Questa soluzione è la sola che l’Italia possa adottare, e il Governo italiano si aspetta che il Governo Imperiale voglia dare gli ordini occorrenti affinché essa non incontri, da parte degli attuali rappresentanti ottomani, alcuna opposizione, e i provvedimenti, che necessariamente ne derivano, possano effettuarsi senza difficoltà. Accordi ulteriori saranno presi dai due Governi por regolare la situazione definitiva che ne risulterà.

La Regia Ambasciata a Costantinopoli ha ordine di domandare una risposta perentoria in proposito da parte del Governo ottomano, entro un termine di 24 ore dopo la presentazione alla Sublime Porta del presente documento. In mancanza di che, il Governo italiano sarà nella necessità di procedere all’attuazione immediata dei provvedimenti destinati ad assicurare l’occupazione.

La S. V. vorrà aggiungere che la risposta della Sublime Porta, entro il predetto termine di 24 ore, ci deve essere comunicata anche per il tramite dell’Ambasciata di Turchia a Roma. »

«Firmato: DI SAN GIULIANO ».

(da La Stampa, 29 settembre 1911)

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