Basta con questi comunisti che mi denigrano. Io amico di Gheddafi? Quando mai. Chiedetelo a Putin se non vi fidate

 

Author Presidential Press Service

Lo hanno aspettato invano alla Corte d’assise d’appello di Milano, era legittimamente impedito dai suoi avvocati e da un’altra performance attoriale stile avanspettacolo per truppe coloniali del ventennio. Il Cavaliere (senza più stalliere) ha cominciato con un classico della commedia: “per colpa delle intercettazioni non ho più il telefonino. Questo non è un paese civile”. Non è sfiorato dal dubbio che questo non è un paese civile per il contenuto delle intercettazioni. Ma andiamo avanti. Dopo le intercettazioni è il turno del Colle: “Se una legge non piace al capo dello Stato e al suo staff, quella legge torna alla Camera e al Senato. Se invece non piace alla Corte costituzionale, la respinge”. Una battuta degna del grande Totò alle prese con l’onorevole Trombetta di fronte al dilemma di chi dovesse dormire con l’avvenente signorina nella cuccetta. Praticamente il Cavaliere non può scrivere una legge come gli pare che ecco i solerti funzionari del Colle la rimandano al mittente. Non voleva il suo ministro Brunetta efficienza? Subito dopo tocca al Parlamento dei nominati: ‘Lavorano al massimo 50 persone tutti gli altri stanno lì, fanno pettegolezzo e poi seguono ciò che dice il capogruppo”: ma davvero? E chi li ha nominati? Sono solo quelli dell’opposizione o anche i suoi fedelissimi? Eppoi una minaccia terribile: “Ne ho piene le scatole e non vedo l’ora di tornare a fare il cittadino privato. Ma se vado via anche il 51% degli italiani che mi stima penserebbe che ho disertato”. La rassicuriamo: una grande maggioranza sarebbe lieto se lei levasse gli ormeggi e ci lasciasse a rimpiangerlo e nessuno penserebbe che abbia disertato o lo accuserebbe di vigliaccheria, anzi. Infine, come non spolverare dal repertorio una battuta sui comunisti: “Abbiamo ancora i vecchi comunisti, noi diciamo bianco e loro dicono nero. Da loro arrivano solo insulti a valanga. Bersani apre la bocca e vedete cosa esce”. È vero, non si può nemmeno affermare che “Gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie” che subito si viene accusati di aver parlato male della scuola pubblica, come se con la Controriforma Gelmini non avesse fatto niente per la scuola statale (quanti centinaia di istituti ha chiuso?). È proprio vero, questi comunisti (Fini, Casini, Bersani, Di Pietro) sono menzogneri in ogni loro dichiarazione: stanno dicendo in giro che il cavaliere era amico di Gheddafi, di Ben Ali e di Mubarak. Come se un tale personaggio possa avere qualcosa a che fare con simili dittatori! Ci sono sempre Putin e Lukashenko che possono garantire per lui.

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