Bossi tra i Mille di Garibaldi

 

Giuseppe Garibaldi. Foto di Félix Nadar.

Basta sfogliare l’elenco dei Mille garibaldini, redatto a Caprera dallo stesso Giuseppe Garibaldi in data 1° ottobre 1874, e al numero 156 compare Carlo Bossi di Filippo, “nato a Santambrogio Olona il 10 novembre 1840, ivi residente”. Morirà a Ravellino in provincia di Como nel 1892. Fin qui la storia ufficiale. Questo antenato di Umberto Bossi creò qualche problemino all’Eroe dei due Mondi già prima della partenza. Ebbe il nostro Bossi molto da ridire sul colore delle camicie, insistette col Generale per acquistarne una partita di colore verde ma, inascoltato da Garibaldi, cercò in ogni modo di impedire ai volontari meridionali di salire sui due piroscafi, naturalmente senza riuscirvi. Dopo lo sbarco cercò di convincere Garibaldi, Bixio, Nullo e Nievo a desistere dal folle tentativo unitario e caldeggiò l’ipotesi di uno stato repubblicano del meridione: la Terronia, in quanto bagnata dal Tirreno. Il suo discendente non ha fatto altro che riprendere le tesi dell’avo e ingentilirle con un linguaggio più consono ai tempi e cercare di metterle in atto insieme ad alleati dall’indubbio spessore morale e ideologico.

 

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