Berlusconi minaccia di andarsene: “Se vince il no giusto lasciare l’Italia”.

Il miliardario ridens e quello ghignans hanno un punto di vista comune: o fai come dico io o me ne vado. Purtroppo questo è valido solo per il secondo. Il primo è inamovibile, è diventato il simbolo dell’industria e del sistema produttivo italiano: antiquato ma si spaccia per nuovo, obsoleto ma costoso e necessitante di continua manutenzione. Purtroppo il titolo del Corriere della Sera mi aveva illuso: “Se vince il no giusto lasciare l’Italia”, ma è durato poco. In quale paese del mondo troverebbe un clima così ideale alla proliferazione della manomissione del linguaggio e delle menti? In quale paese potrebbe godere del privilegio che ha in Italia? In quale paese troverebbe tanto servilismo e tanti omuncoli pronti a scattare ad un suo ordine e a fare da cassa di risonanza ai suoi slogans aziendali trasferiti alla politica, a sbavare per difendere concetti che nemmeno capiscono?

Poteva anche essere un consiglio ai giovani. Ma non è così. Purtroppo no, se al referendum Fiat vince il no, Berlusconi resterà: magari pieno di livore e di cerone ma resterà a ricordarci in che abisso siamo caduti.

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