Berlusconi, Dante, i Futuristi e la fuga di Ferrara.

Il premier: tanti futuristi sono già tornati con noi

Nel tetro teatro della Camera dopo la fiducia conquista a fatica, tra riferimenti agli antichi mestieri delle madri ed epiteti che evocavano il regno animale e pratiche sessuali che la Chiesa da sempre aborre, ha trovato spazio la poesia. Il Cavaliere dalla sinistra figura, mosso a compassione nel vedere i futuristi ammutoliti e a capo chino li ha così chiamati: “O anime affannate, / venite a noi parlar, s’altri nol niega!” e questi, “Quali colombe dal disio chiamate / con l’ali alzate e ferme al dolce nido / vegnon per l’aere, dal voler portate”. Il Cavaliere dalla sinistra figura commosso da tanto affetto ha baciato i prodighi e promesso di uccidere il vitello più grasso e arrostirlo. Da ieri sera si son perse le tracce di Ferrara. Marinetti, Carrà e Boccioni si dissociano. Bondi sta componendo un poemetto in ottava rima.

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