I comunisti del pallone

Finalmente si sono tolti la maschera. I compagni calciatori dismettono le bandiere di club e sventolano le bandiere rosse di Trotzkij. Un corteo di devoti di Eupalla invaderà Roma: un corteo multietnico e multiculturale che ha deciso di non scendere in campo ma in piazza in nome del comunismo e contro il capitalismo che tutto trasforma in denaro. Rivendicano un contratto collettivo con tanto minimi e massimi salariali (da 700 a 2000 euro) e l’equiparazione a tutti gli altri lavoratori. Chiedono, finita le partita e gli allenamenti, di essere utilizzati per lavori socialmente utili. Il corteo che si svolgerà in auto sarà anche una protesta contro la politica occupazionale della Fiat: tutti i calciatori, per protesta, guideranno Mercedes, Bmw, Porsche e Ferrari. Finalmente qualcuno che gliele canta a Marchionne! Grande spiegamento di forze dell’ordine. Si temono infiltrazioni di stilisti e paparazzi. Bersani, appena saputa la notizia, per solidarizzare con gli scioperanti, è salito sulla copertura dello stadio Olimpico. Sta lì da tre giorni, D’Alema s’è scordato di dirgli che lo sciopero comincia solo tra cinque giorni.

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